La mostra "Semi di carta". Daniela Morsia
print this pageSemi di carta: cultura agraria a Piacenza tra Otto e Novecento
Mostra storico-documentaria sull’editoria agraria
Biblioteca Passerini-Landi, 12 giugno 2015 – 31 marzo 2016
Il percorso espositivo, diffuso all’interno degli spazi della biblioteca, ricompone le vicende dell’editoria agraria, soffermandosi in particolare sul ruolo della Federconsorzi, fondata nel 1892, e della Cattedra ambulante di agricoltura avviata nel 1897. La presenza di queste istituzioni e di personaggi come Giovanni Raineri e Ferruccio Zago permise il formarsi, in Piacenza, di una rete di agronomi, tecnici e politici in grado di disseminare in giro per l’Italia le informazioni relative alle innovazioni tecniche decisive per l’agricoltura moderna. Tra Otto e Novecento nella città emiliana prese forma un nuovo giornalismo agrario, in grado di comunicare il progresso con scritti più divulgativi ed immagini sempre più raffinate e colorate. Tutto questo fervore di idee nuove ebbe riflessi anche sull’economia di una provincia che diverrà protagonista di alcune delle più importanti esperienze di interconnessione tra agricoltura ed industria.
Il corpo principale della mostra è costituito dal materiale storico-bibliografico conservato nei fondi della Biblioteca comunale, ma il percorso è arricchito da documenti ed oggetti provenienti da collezioni private e museali, a testimoniare come l’interesse per la nostra cultura agraria sia ancora vivo. Opuscoli, monografie, riviste che parlano del nuovo che avanza in agricoltura. E poi uffici, ma anche fiere ed esposizioni, piazze di piccoli paesi ove si discute di prezzi e migliorie, di coltivazioni che vanno e non vanno. Zappa e fatica, come sempre. Ma gli agricoltori, in mano, hanno uno strumento in più: i libri. Piccoli opuscoli e riviste, calendari e fogli sparsi: lì c’è scritto il nuovo che avanza. Anche questa è la semina. È la semina di informazioni, di indicazioni e di consigli. Dietro ci sono uomini come Giovanni Raineri e Ferruccio Zago, direttori delle due istituzioni, fortemente convinti della necessità di diffondere il progresso a tutti, dai grandi possidenti di pianura ai piccoli coltivatori della montagna. Grazie a loro ed attorno a loro si forma uno strato di tecnici dalla straordinaria mobilità territoriale e professionale: a Piacenza e da Piacenza partono professionisti, formatisi per lo più nelle Scuole agrarie superiori di Milano, Portici e Pisa, in grado di svolgere un ruolo di primo piano nella diffusione di innovazioni tecniche decisive per l’agricoltura di quegli anni. La mostra Semi di carta: cultura agraria a Piacenza tra Otto e Novecento intende offrire uno spunto per ricostruire questo aspetto: la centralità di Piacenza nel contesto editoriale agrario italiano e nella disseminazione delle conoscenze, perché è anche da questi semi di carta gettati dalla “scorbella” piacentina che è uscita la grande agricoltura italiana del Novecento.
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Daniela Morsia si è laureata in Storia contemporanea all'Università degli studi di Bologna ed è bibliotecaria della Biblioteca Passerini-Landi di Piacenza. Si occupa di ricerche di storia locale ed ha al suo attivo diverse pubblicazioni riguardanti in particolare la storia dell'agricoltura piacentina (come Ma vino assai, ed ottimo vermente : per una storia della vitivinicoltura in Val Nure tra Otto e Novecento, Piacenza, LIT, 2008; Sillabario dell'agricoltura piacentina, Piacenza, Vicolo del Pavone, 2004)
Divagazioni sul tema
Intento della mostra “Semi di carta” è stato anche quello di valorizzare il patrimonio della Biblioteca Passerini Landi, che nel corso degli anni ha conservato il ricco corpus di pubblicazioni di carattere agrario costituenti il nucleo centrale dell’esposizione stessa. Siamo in presenza di un grande serbatoio di materiale a stampa “minore” e “effimero”. Con queste espressioni si indicano solitamente documenti (cataloghi di vendita appunto, ma anche bollettini, manifesti, opuscoli, pieghevoli, volantini, almanacchi e lunari, guide turistiche, cartoline illustrate e altro materiale non riconducibile alle categorie di monografie o periodici standard) conservati sia negli archivi che in molte biblioteche, ma molto spesso privi di catalogazione e quindi difficilmente reperibili. Iniziative come questa contribuiscono a ribaltare il loro destino di “figli di un dio minore” per ricollocarli nella loro giusta dimensione di oggetti di ricerca e di studio.
Le gallerie fotografiche che seguono mostrano una scelta di copertine appartenenti a cataloghi posseduti sia dalla Biblioteca Passerini Landi che da altre istituzioni, a testimoniare – anche con le immagini - la valenza storico-sociale che queste pubblicazioni hanno rappresentato e ancora rappresentano.
Galleria fotografica: i cataloghi italiani
Per conoscere la storia dello stabilimento "Fratelli Ingegnoli" si consulti Fratelli Ingegnoli Milano.
Per le immagini dei documenti conservati dalla Biblioteca interdipartimentale di Agraria - Biblioteca di Agraria "Gabriele Goidanich", Alma Mater Studiorum-Università di Bologna si ringraziano Marina Zuccoli e Roberta Giannotti.
Galleria fotografica: i cataloghi stranieri
Quasi tutte le immagini di questa galleria fotografica sono tratte da Biodiversity Heritage Library (BHL)
La Biodiversity Heritage Library (BHL) è un consorzio di biblioteche specializzate in botanica e storia naturale che collaborano nella digitalizzazione di opere sulla biodiversità da loro possedute e le rendono liberamente consultabili. Per incrementare il suo patrimonio on line il Consorzio ha ottenuto da diversi editori il permesso di digitalizzare testi ancora soggetti a copyright.
La BHL è nata da un progetto triennale (2009-2012) finanziato dall'Unione europea che ha coinvolto 28 fra i principali musei di storia naturale, biblioteche, giardini botanici e altre istituzioni europee.