Supplemento d'indagine (2). Donne "gastronome"

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Donne "gastronome" nel tempo e nello spazio

Questa pagina è dedicata alle donne “gastronome”: più precisamente a una ristretta rappresentanza (non potendo citarle tutte in così poco spazio ed essendo la loro ricerca di non semplice esecuzione) di scrittrici e/o cuoche che nel corso dei secoli - in tempi e in modi molto diversi a seconda del Paese di appartenenza - si sono dedicate ai libri di cucina e di conduzione della casa, dando così voce a una letteratura manualistica che testimonia il progressivo sviluppo della cucina familiare affidata alle donne della nuova società borghese ottocentesca. Sono quasi tutte (in modo particolare le più "antiche") molto meno famose dei libri che hanno scritto, che spesso furono pubblicati anonimi, oppure intestati ad uno pseudonimo maschile, oppure ancora con il nome del marito - se erano sposate - preceduto dal termine "signora" o "vedova". Le "gastronome" attualmente operative non sono comprese in questo excursus.

Come si vedrà dalle date, l’Italia è arrivata in ritardo di diversi anni rispetto ad altri paesi, attraverso un lento percorso sviluppatosi a partire dall’unità nazionale e trasformatosi in vera e propria bibliografia gastronomica al femminile dopo la pubblicazione, nel 1891, del fondamentale ricettario di Pellegrino Artusi, La scienza in cucina, nel quale è compresa la ricetta del panettone dedicato a Marietta Sabatini, la fedele governante della casa fiorentina che lo assistette per tanti anni - insieme al cuoco Francesco Ruffilli - fino alla morte di lui, nel 1911. Le mariette, appassionate di cucina romagnola, ne sono le eredi.

I titoli delle opere rimandano - ogni volta che è stato possibile - alla digitalizzazione di un esemplare, con l'indicazione della biblioteca che possiede la copia originale e/o dell'istituzione che ha effettuato la riproduzione.