Incunabolo 217

Euclides

                                                                                                                                                                                 

Preclarissimus liber elementorum Euclidis perspicacissimi, in artem geometrie incipit quam foelicissime Venetiis : Erhardus ratdolt Augustensis impressor solertissimus impressit [Venezia] 1482.

L'Autore: Euclide di Alessandria (prima metà III sec. a.C.) fu un matematico greco autore di numerosi trattati. Le notizie sulla sua vita sono molto poche e ci sono tramandate da Proclo, neoplatonico vissuto nel V secolo d.C., che scrisse che era il più giovane dei discepoli di Platone; visse sicuramente ad Alessandria d'Egitto durante il regno di Tolomeo I (323 - 283 a.C.) ed è particolarmente noto per un'opera: gli Elementa.

L'Opera: Trattato organico sulle parti fondamentali della geometria e della aritmetica, è divisa in tredici libri, dei quali i primi sei riguardano la geometria piana elementare, i tre successivi la teoria dei numeri, il libro X gli incommensurabili  e gli ultimi tre la geometria solida. Uno dei primi libri a stampa con figure geometriche, fino al sec. XVII costituì la base del pensiero stesso matematico e a parte la Bibbia nessun libro può vantare così tante edizioni. La più importante delle versioni latine fu quella redatta da Campano di Novara (editio princeps) stampata a Venezia nel 1482 dal tipografo Erhard Ratdolt, il primo che impiegò la cornice xilografica bianca su fondo nero e le cui stampe sono considerate tra i più alti esempi dell'arte tipografica del Quattrocento.

Nel 1936 Bianca Bruno, Direttrice della Biblioteca Universitaria di Cagliari, acquistò dalla famiglia Simon Guillot una serie di manoscritti e di libri preziosi (123 unità), tra cui gli Elementa. L'incunabolo è arricchito da una particolare decorazione: una miniatura a colori segue il fregio tipografico alla c. 2r con lettera iniziale miniata P, capilettera incisi, figure geometriche ai margini esterni di ogni carta e fregi xilografici.

Nella dedicatoria al doge Giovanni Mocenigo, Ratdolt vanta di aver ideato un sistema per la stampa di diagrammi e figure geometriche che permetteva di stampare testo e disegno contemporaneamente.

L'esemplare presenta a fine volume 7 carte manoscritte.

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