Elezioni politiche del 1921

ELEZIONI POLITICHE

Il 15 maggio 1921 si svolgono le elezioni politiche che vedono Piacenza far parte del collegio elettorale insieme a Parma, Modena e Reggio Emilia. Nella provincia questi sono i risultati:

Blocco 18.964 (37% rispetto al 25% del 1919)

Socialisti 23.784 (46% rispetto al 52% del 1919)

Popolari 8.990 (17% così come nel 1919)

Osservando i risultati si notano alcune particolarità: i socialisti nella provincia di Piacenza non hanno registrato il calo delle altre province, dovuto in gran parte all’astensione dei comunisti in quanto nella nostra città i voti dei comunisti confluiscono nel partito socialista; i popolari continuano ad avere scarsa rilevanza mentre più forte risulta il centro destra.

Dato invece significativo è l’aumento dei votanti: rispetto al 1919 si parla di circa 8.000 votanti in più che coincide pressapoco con gli astenuti piccolo-borghesi del 1919 che ora convergono nel blocco così come molti contadini che, allontanatosi dal controllo dei socialisti, non seguono i cattolici che cercano di fare proselitismo nelle campagne ma si sentono più protetti da agrari e fascisti che sostengono le loro aspirazioni a rendersi proprietari del famigerato pezzo di terra anzichè promuovere quel processo socialista volto a livellare tutti i contadini al piano dei braccianti.

Chi sono i piacentini eletti?

Per il Blocco nazionale vengono confermati i due liberali democratici di punta Giovanni Raineri (ministro delle terre liberate) e Giovanni Pallastrelli (sottosegretario all’agricoltura), mentre Camillo Piatti rappresenta le file del fascismo.
Il partito socialista vede eletti 4 rappresentanti: Angelo Faggi, Dante Argentieri, Armando Bussi, Nino Mazzoni.

Angelo Faggi 

Nasce a Firenze nel 1885 da una modesta famiglia di tradizioni socialiste si distinse molto rpesto per le sue qualità di prorpagandista e organizzatore sindacale tanto da essere eletto segretario della Camera del lavoro di Genova. Nel giugno del 1909 giunse a Piacenza dove assunse la carica di segretario della CdL, dirigendo contemporaneamente il giornale camerale La Voce proletaria e collaborando anche a Piacenza nuova. Dopo essere entrato in contatto con gli anarchici italiani e con le organizzazioni operaie statunitensi, nel maggio del 1919 venne espulso dagli Stati Uniti e tornò a Piacenza. Nell'aprile 1921 fu arrestato con l'accusa di aver partecipato all'attentato terroristico contro il teatro Diana di Milano e immediata fu la risposta delle maestranze piacentine, che proclamarono lo sciopero generale. Venne scarcerato circa un mese dopo all'indomani della sua elezione a deputato nella XXVI legislatura. Nel marzo 1922 tenne alla Camera il suo unico discorso, dove denunciò il connubio fra fascisti e governo, accusando Giolitti di essere uno "degli armatori più sfrontati delle bande fasciste" ed evidenziando il carattere reazionario, violento ed antioperaio del fascismo. Dalla Liguria, sottoposto alle intimidazioni dei fascisti, nel febbraio 1923 si trasferì a Roma per poi essere costretto ad espatriare con la famiglia a Nizza.

Poté ritornare a Piacenza, causa la scarsità di mezzi, soltanto nel maggio 1946, dove riprese l'attività politica e sindacale. Aderì al PSIUP (Partito socialista italiano di unità proletaria), divenne vicepresidente della CdL, e, poi, prima condirettore e più tardi direttore del quotidiano Piacenza nuova. Nel 1956 venne eletto sindaco di Piacenza ma la sua esperienza fu breve perchè morì il 6 gennaio del 1957.

 

Nino Mazzoni

Nasce a Piacenza nel 1874; tra i fondatori del movimento socialista a Piacenza, dal 1911 al 1914 dirige, insieme a Carlo Treves, l’Avanti!. Neutralista in occasione della Prima Guerra Mondiale, nel 1919 e nel 1921 è eletto Deputato nel collegio di Parma, sempre proseguendo la sua opera in Federterra, a favore del bracciantato agricolo e in opposizione alla piccola proprietà. Nel 1922 aderisce al Partito Socialista Unitario di Filippo Turati e per cui dirige «La Giustizia». Eletto Deputato nel 1924 è, in seguito, aggredito dai fascisti e diffidato. Durante la Seconda Guerra Mondiale ripara in Svizzera. Dopo la Liberazione è eletto all’Assemblea Costituente per il Partito Socialista Italiano. In seguito alla scissione di Palazzo Barberini (1947) aderisce al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani. Diventa Senatore di diritto nel 1948. Muore a Bordighera nel 1954

 

Giovanni Raineri

Nasce il 17 settembre 1858 a Fidenza. Dopo aver conseguito il diploma di perito agrimensore nell’Istituto tecnico di Piacenza si iscrive alla scuola superiore di agricoltura di Milano, dove studia con Cantoni e dove si laurea nel 1879. Dopo la laurea diventa assistente di chimica nella stessa scuola superiore, a fianco del prof. Guglielmo Körner. Trasferitosi a Bologna come insegnante di agraria nell’Istituto tecnico e alla scuola magistrale maschile, è nominato anche vicedirettore del laboratorio chimico-agrario. A Bologna diventa redattore capo del “Giornale di agricoltura industria e commercio” diretto da Moreschi. Nel 1883 ritorna a Piacenza proseguendo l’insegnamento di agraria presso l’Istituto tecnico. Segretario del Comizio agrario, inizia un’opera di propaganda per la razionalizzazione, il miglioramento e il coordinamento delle attività del settore. Nel 1892 è tra i fondatori della Federazione dei consorzi agrari, mentre nel 1902 viene nominato Cavaliere del lavoro come riconoscimento per l’opera da lui svolta nell’organizzazione del movimento cooperativo agrario in Italia. La sua lunga carriera politica inizia nel 1904 quando viene eletto, per la prima volta, deputato, carica che mantiene per ben cinque legislature. Viene nominato ministro dell'Agricoltura nei ministeri Luzzatti (1910-1911) e Boselli (1916-1917). Nei Gabinetti Giolitti e Bonomi regge il Ministero delle terre liberate. Muore a Roma nel 1944.

 

Giovanni Pallastrelli

Nato da nobile famiglia piacentina il 2 dicembre 1881, Giovanni Pallastrelli frequenta la Scuola Superiore di Viticoltura ed Enologia di Conegliano, per poi laurearsi in Scienze Agrarie all’Università di Bologna il 17 dicembre 1915. Nel 1906 inizia la sua collaborazione con la Cattedra ambulante di agricoltura di Piacenza, mentre nel 1908 assume l’incarico di segretario del Comizio Agrario piacentino. Nel 1913 è eletto deputato alla Camera per il Collegio di Bettola e poi, nelle elezioni del 1919 e 1921, nel Collegio di Parma Piacenza Reggio e Modena. In questa ultima legislatura è nominato sottosegretario all'Agricoltura nei governi Nitti e Giolitti (1920-1921) e poi alla Marina nel governo Facta (febbraio-ottobre 1922). Nel secondo dopoguerra è membro della Consulta Nazionale, della Costituente, ed infine senatore (1948 e 1953). Muore a Sariano di Gropparello il 9 luglio 1959.

 

Camillo Piatti 

Nasce a Piacenza nel 1876 e si laurea in legge dando avvio ad una brillante carriera forense, divenendo uno dei più importanti penalisti italiani di quel periodo. Consigliere del Comune di Piacenza e dell'Amministrazione provinciale, viene eletto deputato al Parlamento nel 1909 e nel 1921. Muore a Podenzano nel 1923.