La figura di Mons. Ersilio Menzani

Il 1921 fu un anno di grandi cambiamenti anche per la Diocesi piacentina. Monsignor Ersilio Menzani, bolognese, successe al vescovo Giovanni Maria Pellizzari che aveva retto la Diocesi dal 1905 al 1920.

Ersilio Menzani, nato in un piccolo paese dell’appennino bolognese nel 1872, dopo gli studi al Seminario Arcivescovile venne ordinato sacerdote nel 1895. Da quì la sua carriera ecclesiastica lo porterà a diventare vicario generale di Bologna, confidente di papa Benedetto XV fino ad approdare a Piacenza dove verrà eletto vescovo della diocesi nel 1921 (Vita giovanile, 1 aprile 1921). Il 19 marzo Menzani prenderà possesso di Piacenza e rimarrà vescovo della città fino al 1961, improntando la sua pastorale su alcuni punti cardine della dinamica tridentina come l’organizzazione del catechismo, l’incremento delle confraternite eucaristiche e dell’apostolato laicale, il culto dei santi e della Madonna; aspetti più innovativi saranno invece quelli legati alla propaganda missionaria e alla diffusione del Vangelo nelle famiglie.

Menzani arrivò alla Diocesi di Piacenza con una buona esperienza curiale e pastorale, essendo stato parroco vicario generale negli anni degli arcivescovi Dalla Chiesa e Gusmini.
Le lettere pastorali di Menzani espressero una concezione dei rapporti tra chiesa e società dove un posto privilegiato era dato alla dimensione spirituale della vita, dimensione considerata come il punto più importante dell’impegno pubblico dei cattolici. Fin dal lettera pastorale del 22 febbrario 1922 la parrocchia e il parroco furono oggetto delle attenzioni del vescovo. Il parroco doveva tenere conto delle associazioni che potevano essere di aiuto nel lavoro apostolico, come la Congregazione della dottrina cristiana, le confraternite del Santissimo Sacramento o l’Azione Cattolica. Tra i pilastri della sua pastorale vi fu infatti anche la promozione dell’apostolato laicale, in particolare del settore giovanile, che al suo arrivo a Piacenza poteva contare sull’attività di oltre mille e cinquecento tesserati.

Vescovo_Menzani

Il Menzani vescovo in un momento in cui, anche a Piacenza, era ora di fare i conti con un movimento che si stava imponendo sempre di più con modalità violente incompatibili di certo con le ideologie fondanti della religione cattolica. Il 14 settembre del 1921 (Vita giovanile, 15 settembre 1921) la sede in via Scalabrini 26 di “Vita giovanile”, organo della Federazione Giovanile Diocesana di Piacenza, venne devastato da fascisti piacentini che si aggiravano per la città gridando “Abbasso i preti”.

Negli anni 1921-1922 sia il “Nuovo Giornale”, settimanale cattolico di Piacenza, che “Vita Giovanile”, condussero una campagna contro la violenza fascista affermando chiaramente l’incompatibilità tra adesione all’Azione Cattolica e la condivisione della politica fascista. Lo stesso Menzani, pur mantenendo una posizione di mediazione con il nascente movimento fascista e con il suo leader Barbiellini Amidei, anche per tenersi al riparo dall’estremismo dei socialisti massimalisti, non esitò però ad intervenire con fermezza imponendo subito a don Dante Colombini – redattore capo del “Nuovo Giornale” – di non fornire collaborazione alla stampa della “Scure” permettendo l’utilizzo a pagamento della tipografia.
Le sue saranno però, anche successivamente, prese di posizione sempre molto caute, rendendosi protagonista di tiepide proteste nei confronti di un fascismo che invece non esitò ad esporsi con azioni violente ed intimidatorie. Numerosi furono gli gli attacchi messi in atto da elementi anticlericali nei confronti di parroci della provincia, come la dura aggressione al parroco di Creta nel dicembre del 1921 o le calunnie di un parrocchiano al parroco di Strela di Cortemaggiore nello stesso mese, per poi proseguire negli anni successivi con gli atti di violenza squadrista contro la parte di clero che più apertamente appoggiava il Partito Popolare, come le aggressioni subite nel 1924 dai parroci di Ciriano, Albarola e Celleri, per le quali il giornalista de “La Scure” commenta con il titolo “Legnate ben date” (La Scure, 11 aprile 1924).

 

FONDO MENZANI

Il Fondo Menzani è un fondo epistolare depositato presso il Seminario Vescovile di Piacenza che raccoglie un carteggio di 111 lettere autografe che il Della Chiesa – prima nei panni di Arcivescovo di Bologna e poi di papa Benedetto XV – indirizzò a mons. Ersilio Menzani dal 1909 al 1921.
Riportiamo una delle lettere datata 3.12.1920 in cui Benedetto XV gli propone di diventare vescovo di Piacenza offrendogli anche l'alternativa di restare a Bologna come ausiliare.

Caro Monsignore, Fin da quando vacò la diocesi di Piacenza, io dissi tra me “questa è per Menzani” e veramente offre condizioni buonissime perchè bene ordinata e largamente provvista. Non mi affrettai però ad esprimere il mio pensiero, perchè purtroppo il nuovo Vescovo di Piacenza non potrà andare in sede che a Pasqua, a motivo dell'exequatur. Avvicinandosi però il Concistoro (che sarà il 16) ne scrissi a cotesto cardinale Arcivescovo, il quale tardò qualche giorno a rispondere, e oggi poi mi ha fatto avere una lettera, nella quale dice che mentre sarebbe contento per Lei della nomina a Piacenza, rimarrebbe scontento per sè perchè avea pensato di domandare Lei come Ausiliare. Questa risposta, dirò a mia volta, mentre mi piace per la stima e la benevolenza che Le dimostra il Cardinale, dall'altra parte non mi soddisfa, perchè io credeva che ormai Ella non dovesse più essere sotto ordini. Rilevo del pari che il Cardinale non può fare assegni al suo Ausiliare, e poichè invocherebbe già il mio aiuto, io non potrei dare che un 1500 lire all'anno (e solo se si trattasse di un Menzani!). So che i Bologensi difficilmente si allontanano dalle due Torri … Ma il Palazzo di Piacenza varrebbe bene S. Stefano … Ad ogni modo, io mi rimetto a Lei: accetta Piacenza, o preferisce l'Ausiliarato a Bologna? Entro Domenica (almeno) mi mandi un telegramma così concepito a) accetto il primo, ovvero b) preferisco il secondo. Se, come io spero, accetta Piacenza, si farà la preconizzazione nel Concistoro del 16, se preferisce l'Ausiliarato, la nomina si potrà differire. Ripeto che io la lascio libera, anche facendo tacere il mio cuore. Se crede, può aprirsene col Cardinale. E con la massima fretta la benedico ripetendomi Suo
aff.mo Benedictus PP. XV