L'Italia entra in guerra

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LO SCOPPIO DELLA GUERRA 

28 luglio 1914: l’Impero austro-ungarico dichiara guerra al Regno di Serbia. La causa scatenante è da ricercare nell’attentato di Sarajevo avvenuto un mese prima per mano di un nazionalista slavo all’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria.

In realtà il crescente clima di tensione tra le potenze europee, l’espansione imperialistica e la diffusione dei nazionalismi avevano già evidenziato una situazione di crisi negli equilibri internazionali maturata anche grazie alla militarizzazione delle varie potenze, definita come una vera e propria “corsa agli armamenti”.

Allo scoppio della guerra gli schieramenti sono ben definiti: la Triplice Intesa, composta da Francia, Inghilterra e Russia, schierata contro la Triplice Alleanza, composta da Austria, Germania e Italia (che entrerà in guerra in un secondo momento).

Infatti inizialmente l’Italia mantiene una posizione di neutralità dividendo l’opinione pubblica tra interventisti e neutralisti. A seguito del patto segreto di Londra del 26 aprile 1915 entra in guerra dieci mesi dopo il suo avvio, il 23 maggio 1915, a fianco della Triplice Intesa.

Il conflitto è da subito definito “Grande Guerra”: la portata delle forze armate, i milioni di soldati schierati, l’utilizzo di innovativi mezzi bellici ne evidenziano ben presto la totalità e l’estensione, mai viste prima.