24 maggio 1915: il bombardamento navale di Ancona

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Il 23 maggio 1915 l’Italia entra in guerra a fianco della Triplice Intesa, dieci mesi dopo il suo avvio. In risposta a tale decisione, la costa adriatica viene bombardata dall’Impero Austro-Ungarico, all’alba del giorno seguente. L’Italia è colta di sorpresa.

Nello specifico, Ancona si trova del tutto impreparata all’attacco avendo provveduto, a seguito dei Regi Decreti dell’8 novembre e del 31 dicembre 1914 che la dichiaravano “città indifesa”, allo smantellamento dei sistemi di difesa cittadini e alla soppressione del Comando di Difesa Locale Marittimo. Quest’ultimo decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, non viene mai notificato alle autorità straniere, che si considerano libere di attaccare quella che secondo loro è ancora una città armata.

In questo pesante attacco perdono la vita 63 persone, mentre 150 sono i feriti. La città subisce ingenti devastazioni: la zona del porto, la stazione ferroviaria, il cantiere navale e altri punti strategici sono notevolmente danneggiati. Inoltre, nonostante il Comandante della Flotta Imperiale Haus abbia esplicitamente vietato di attaccare opere d’arte ed edifici religiosi, il Duomo di Ancona viene gravemente lesionato. Fin dai primi momenti è dunque evidente che il pericolo è vivo e fortemente presente e proviene tanto dal cielo quanto dal mare. Risulta dunque urgente adoperarsi per la tutela e la messa in sicurezza del patrimonio storico-artistico.