Bartoli (1882)

Fonte:
Il primo passo: note autobiografiche, raccolte per cura di Ferdinando Martini e Guido Biagi, Firenze, Sansoni, [1923].

«Venne il tempo di andare all'Università. Il mio povero padre, che vedeva le cose dal lato pratico, desiderò che studiassi legge. Figurarsi, in un cervello com'era il mio malato di letteratura, se potevano entrare le Istituzioni e le Pandette! [...] Però, piuttosto che andare a sentire le lezioni di Diritto Canonico o quelle di Diritto Civile, spesso mi chiudevo nella Biblioteca di Siena a copiare manoscritti antichi: copiai così tutta da me la Tavola Rotonda e le Lettere del Beato Colombini. Era un gusto come un altro. Non sapevo bene io stesso perchè facessi quel lavoro; ma mi pareva di divertirmici, e tiravo avanti.»

(Adolfo Bartoli, Le lettere d'un beato, in: Il primo passo, p. 17-22: 19.  Il contributo era comparso già nella prima edizione, 1882).

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