Storia del monumento

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Dopo un secolo dal suo inizio, la prima Guerra Mondiale occupa ancora uno spazio molto importante nella città di Taranto a causa del numero elevato di morti. Prima di allora mai una guerra aveva provocato un lutto così esteso e la cui elaborazione fosse tanto lunga e dolorosa.  I cittadini e le autorità, a conclusione della guerra, cominciarono a prefigurare l’esigenza di onorare i caduti della Grande Guerra non solo mediante cerimonie di commemorazione, ma mediante l’erezione di un monumento da dedicare agli eroi della città di Taranto.

 

Il comitato

La volontà di redigere il monumento ai caduti della Grande Guerra della città di Taranto, risale al febbraio del 1919, quando il consiglio comunale deliberò in favore dell’esecuzione del progetto donato al comune dall’architetto Cesare Bazzani, ideato per i giardini Garibaldi. Il consiglio comunale stabilì inoltre la creazione di un comitato che avrebbe dovuto seguire l’intera iniziativa.

Nonostante la volontà del consiglio comunale di redigere un monumento ci furono molteplici problemi di ordine finanziario che portò ad una dilatazione dei tempi di realizzazione.

 

La raccolta fondi

Le iniziative per raccogliere i fondi furono numerose e tutti i cittadini e le istituzioni presenti sul territorio contribuirono. Le forze armate, gli istituti scolastici e gli istituti bancari,  risposero positivamente all’invito dell’amministrazione comunale, di raccogliere le offerte all’interno dei loro enti.

Le prime iniziative promosse riguardarono le proiezioni cinematografiche, gli spettacoli teatrali, concerti, balli, lotterie di beneficienza  e le mostre. Nella Riunione del comitato del febbraio 1923 il comitato organizzatore decise di dividere la città in otto zone quattro per la città nuova e quattro per la città vecchia. Ogni zona fu affidata a due cittadini rispettabili che avevano il compito di percorrere tutta la zona per raccogliere ulteriori offerte. Gli ultimi fondi furono raccolti con l’istituzione di un pedaggio sul Ponte Girevole nei soli giorni festivi e il giovedì. La raccolta fondi fu lunga e capillare ed interesso tutta la città.

 

La scelta dell’artista

Il concorso nazionale, limitato al solo bozzetto, fu bandito  il 30 settembre 1922 con scadenza 28 febbraio 1923 poi prorogata al 31 maggio 1923. Tutti i partecipanti ricevettero copia del bando di concorso, la planimetria e due foto della piazza destinata ad ospitare il monumento ai caduti. La commissione aggiudicatrice,  composta dallo scultore prof. Ettore FERRARI (presidente), dallo scultore prof. Giuseppe GUASTALLA, dal pittore Giulio BERGELLINI, dal prof. Francesco MALATO e dal sub commissario cav. Avv. Alessandro  AMADUZZI, si riunì il 20 e 30 agosto 1923 nella sala comunale dove furono esaminati i diciannove bozzetti presentati. Ogni bozzetto era contrassegnato da un motto:

  1. Anilos;
  2. Apoteosi e Gloria;
  3. Brentum;
  4. Audax;
  5. Rossignolo;
  6. Gloria;
  7. XYZ;
  8. Con l’aratro e la prora;
  9. Si spiritus pro nobis quis contra nos?
  10. Ancora e Rostro;
  11. Eolo;
  12. Ara Pacis;
  13. Monumentum mortuorum vita;
  14. Nike;
  15. Non omnis moriar;
  16. Sempre avanti Italia;
  17. Per te Italia;
  18. Glauco;
  19. Taras.

La commissione dopo un attento esame delibera che sia aggiudicato il primo premio al bozzetto “Si spiritus pro nobis quis contra nos?” e  il secondo premio a “Anilos “. Non sono stati pervenuti documenti che ci permettono di associare i motti agli autori dei bozzetti.

 

La scelta del luogo

La scelta della piazza ove far sorgere il monumento ai caduti fu un argomento molto studiato e discusso. Inizialmente si pensò di collocare il monumento in piazza Archita ma successivamente si passò a quella definitiva Piazza XX Settembre ribattezzata Piazza della Vittoria in onore del trionfo conquistato con le armi, durante la Prima Guerra Mondiale, dai combattenti italiani.

 

L’inaugurazione

Il monumento fu inaugurato il 04 novembre 1930 senza il gruppo statuario in bronzo denominato Aquilifero e alla presenza del re Vittorio Emanuele III, del prefetto, dell’amministrazione comunale, reduci di guerra, organi politici, stampa e del popolo. La cerimonia l’autore non poté partecipare a causa dei suoi ideali anti-fascisti.

Il monumento rimase così per oltre vent’anni, solo dopo la fine della seconda guerra mondiale si pose il problema del completamento. Il 18 ottobre 1953, con un’ulteriore cerimonia di inaugurazione, a cui partecipa finalmente l’autore F.P. Como, si conclude la travagliata e sofferta storia del monumento ai caduti della città di Taranto.

L'originale della fig.14 "Bozzetto Vincitore" è conservata presso l'Archivio di Stato di Taranto, Fondo Pasquale Imperatrice, “Monumento ai caduti in piazza della Vittoria”, 1929-1930. Tale foto è stata pubblicata su concessione del Ministero per i Beni e le Attività culturali con divieto di riproduzione con qualsiasi strumento, tecnica e procedimento per qualsivoglia scopo e finalità.