Il rivelo delle proprietà ecclesiastiche e la mappa delle chiese

print this page

Un caso particolare è costituito dai riveli che raccolgono le informazioni sulle proprietà ecclesiastiche Al posto dei capifamiglia, nel caso dei conventi o dei monasteri, erano il priore o la madre superiora a dichiarare le anime (i frati, le suore ed eventuali servi), i beni posseduti e le rendite, mentre per le opere e le chiese i rivelanti erano amministratori, procuratori, sacerdoti o diaconi. Raccogliendo i dati dei 477 fogli contenuti nel faldone n. 2117, si evince che le rendite degli enti religiosi erano alquanto consistenti e per lo più derivavano dai canoni delle terre concesse in affitto. Tuttavia, pare che conventi, monasteri, compagnie ed opere fossero soggetti ad una tassazione particolare, infatti, si ritrova spesso la dicitura «lo stabile non si computa per non eccedere la somma del patrimonio», invece, la facoltà di netto dei riveli compilati per conto dei sacerdoti, e quindi delle chiese, era calcolata soltanto se si eccedeva la somma di 240 onze, cifra che, se superata, veniva detratta dall’importo finale.

Mappa Chiese


  • Tra i conventi il più ricco era quello di San Francesco per il quale consistenti donazioni sono attestate già nei riveli del Cinquecento. Nel 1748 ospitava 11 frati, possedeva quattro case nei quartieri Terravecchia, Fera e S. Antonino ed uliveti a Pollina. 
  • Il convento di S. Antonino, invece, che contava 4 frati, riscuoteva poche rendite e possedeva soltanto un terreno assegnato dal Marchese di Geraci. 
  • Altro convento che nel 1748 ha rivelato poche case e alcuni terreni è quello di S. Antonino, per il quale tuttavia non è indicato il numero di frati.
  • Il monastero benedettino di S. Venera nel 1748 contava 16 professe e 4 suore e possedeva un fondaco, tre case e una bottega nel quartiere Fera, due case e un forno nel quartiere Cerasi, una casa nel quartiere Vallone ed una a S. Antonino, oltre a numerose terre con uliveti, frassini e castagneti a Castelbuono, Pollina e Geraci. 
  • Meno ricco era il monastero di S. Anna che, ospitando 32 suore, possedeva uliveti, vigneti e frassineti.
  • Riguardo alle compagnie sono documentate la Compagnia dei Bianchi, che ha dichiarato solo alcune rendite, e quella del Santissimo Crocifisso, che possedeva case nei quartieri Manca, Cerasi e Vallone, oltre ad uliveti e castagneti. 
  • Le opere religiose erano quella degli Agonizzanti e quella delle Anime Sante del Purgatorio, quest’ultima fondata all’interno della Compagnia dei Bianchi; particolarmente ricca risulta la prima, che ha dichiarato una bottega nel quartiere S. Anna, alcune case ed un forno nei quartieri S. Antonino e Cerasi e vigneti, uliveti, castagneti e frassineti in diverse contrade.