Gli arredi interni

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Casa Scaramangà rappresenta, nell’arredo interno, un tipico esempio del gusto dell’alta borghesia della seconda metà del XIX secolo. Le stanze, riccamente decorate, contengono mobili prodotti da Joseph Danecker e da Francesco Gossleth (1792-1879) il falegname che aveva lavorato in varie case di Trieste tra le quali il Castello di Miramare, Palazzo Revoltella e Palazzo Morpurgo. Alcuni scranni vennero acquistati da Scaramangà dal Monastero di San Cipriano a Trieste poiché le monache benedettine nel 1907, per necessità finanziarie, furono costrette a mettere in vendita parte dei loro beni.

Lo spazio espositivo, che oggi si estende solo su una parte del secondo piano con cinque stanze e un corridoio, comprende anche altri mobili di grande pregio. Nel salotto di Scaramangà che è stato conservato così come lo aveva egli lasciato, è esposto un tavolino da lavoro per signora in legno di noce con decorazioni dorate tipiche dello stile impero firmato Joseph Danecker – Trieste 1813. Si tratta di un mobile finemente lavorato, ha una forma particolarissima ed è composto da vari scomparti interni. Anche la biblioteca presente nel salotto è in stile impero.


Bibliografia essenziale
- A. Rossetti De Scander, Il museo della fondazione Giovanni Scaramangà di Altomonte a Trieste, Trieste 1992
- C. Furlan, Trieste: Fondazione Giovanni Scaramangà di Altomonte, “Il disegno”, 1991-1994, p. 157

Fondazione Scaramangà, salotto