Divise

Nelle biblioteche italiane in genere non c'è stata l'abitudine di utilizzare divise per il personale, tranne in alcuni istituti e periodi per uscieri e fattorini, secondo l'uso degli enti di appartenenza delle biblioteche stesse.

Per le biblioteche statali (allora "governative") una disposizione del Ministero della pubblica istruzione del 9 gennaio 1886, firmata dal segretario generale Ferdinando Martini e pubblicata nel «Bollettino ufficiale», istituì un modello uniforme per le divise di uscieri e serventi. Il grado, come per i militari, si distingueva per il numero dei filetti dorati sul berretto e sulle maniche: uno per i serventi, due per gli uscieri, tre per il capo usciere). La disposizione però badava al risparmio, specificando che «Per cura dei prefetti e bibliotecari, il nuovo vestito uniforme sarà surrogato all'antico ogni qual volta questo si renda inservibile».

Le divise per custodi e fattorini furono largamente in uso, a quanto pare, nel periodo fascista, scomparendo poi nel corso del dopoguerra.
In alcune biblioteche sono stati usati anche semplici camici, bianchi o colorati.