Bilenchi (1976)

Fonte:
Romano Bilenchi, Amici: Vittorini, Rosai e altri incontri, Torino, Einaudi, 1976.

«Proprio in quel tempo Elio [Vittorini], Vasco [Pratolini] e io, ormai inseparabili, cominciammo a leggere Le lotte di classe in Francia e altri scritti di Marx che Vittorini aveva avuto segretamente in prestito da un funzionario della “Nazionale”. Era allora direttrice della Biblioteca la signora Anita Mondolfo, poi epurata per ragioni razziali, e non ricordo bene se anche lei fosse della partita. Poco dopo, un mio amico pure lui giornalista mi portò da Parigi i quattordici volumi del Capitale nella traduzione del Molitor e Rivoluzione e controrivoluzione in Germania, e questo libro sono riuscito a conservarlo. L'amico lavorava allo stesso mio tavolo, era un uomo religioso, ostentava quasi la sua fede cattolica e, forse proprio per questo, era nel suo animo profondamente antifascista».

(Romano Bilenchi, Vittorini a Firenze, in Amici: Vittorini, Rosai e altri incontri, p. 124. Il ricordo si colloca intorno al 1936. Già pubblicato in «Il ponte», 29 (1973), n. 7/8, p. 1085-1131: 1095-1096).

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