Onofrio Panvinio

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Panvinio

Il veronese Onofrio Panvino (al secolo Giacomo, 1530-1568; il cognome è noto anche nella forma Panvini), entrato undicenne nell’ordine agostiniano, fu a Roma nel 1549-50 ma già dal 1543 aveva ottenuto di vivere fuori dall’ordine, abitando presso il card. Farnese. Compì numerosi viaggi in Italia trovando la morte a Palermo, al seguito del cardinale, non ancora quarantenne.

Studioso di vastissima cultura ricercatore instancabile e autore di numerosi trattati di carattere storico-erudito, godette di grande fama grazie anche alle sue indagini sull'antichità romana: le sue schede manoscritte sui monumenti medievali romani si conservano nella Biblioteca Vaticana, di cui venne nominato revisore da Pio IV.

Fu il primo ad utilizzare le iscrizioni come fonti storiche accanto ai documenti e si deve a lui l'aver fissato al 21 aprile 753 a.C. la data della fondazione di Roma. Tintoretto lo ritrasse in una tavola conservata a Roma, nella Galleria Colonna) mentre nella Cronologia compare il busto opera dello scultore Gaspare Sibilla, posto sulla sua tomba nella Chiesa di Sant'Agostino a Roma mentre qui lo vediamo nell'incisione firmata da Giovanni Georgi e inserita nelle Antiquitatum,; l'epigrafe in latino

F. HONVPHRIO. PANVINIO. VERONEN. EREMITAE. AVGVSTINIANO. / VIRO. AD. OMNES. ET. ROMANAS. ET.ECCLESIASTICAS. ANTIQVITATES. / E. TENEBRIS. ERVENDAS. NATO...

dedica il ritratto al

Frate Onofrio Panvinio, monaco agostiniano veronese, uomo nato per strappare alle tenebre tutte le antichità della chiesa e della romanità...

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