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Dettagli
Domenica 2 novembre, ore 16, MODENA
Chiesa di San Carlo
HISTORIA DI JEPHTE
L’incontro di Carissimi e Charpentier nella Roma del Seicento
JEPHTE (HdJ) e JESUS (RdSP) Alberto Allegrezza
FILIA (HdJ) Laura Zecchini
PETRUS (RdSP) Maximiliano Baños, Aloisa Aisemberg
ECHO (HdJ) Elena Mascii, Margherita Pieri
OSTIARIA (RdSP) Elena Mascii
ANCILLA (RdSP) Lucia Napoli
HISTORICUS (HdJ) Maximiliano Baños, Masashi Tomosugi,
Elena Mascii, Margherita Pieri,
Aloisa Aisemberg, Lucia Napoli
CORO E STRUMENTI DE I MUSICI MALATESTIANI
Ensemble di musica antica del Conservatorio B. Maderna – G. Lettimi di Cesena e Rimini
Laura Zecchini, Elena Mascii, Margherita Pieri, Ester Guardigli, Bianca Tomaselli soprani
Lucia Napoli, Aloisa Aisemberg, Hiromi Yamada, Alessandra Fiori alti
Alberto Allegrezza, Maximiliano Baños tenori
Lorenzo Tosi, Masashi Tomosugi bassi
Pietro Fabris, Valentina Albiani, Lucia Napoli violini primi
Francesco Giovannini, Francesca Invernizzi Hunter violini secondi
Francesca Camagni viola
Amerigo Spano violoncello
Federico Terenzi contrabbasso
Cesare Pierozzi oboe e flauto
Alberto Allegrezza flauto
Matteo Bonfatti fagotto
Stefano Bernabei, Alessandro Vigilante, Giacomo Vignali cembalo e organo
Riccardo Mistroni, Andrea Roli, Lisa Soardi, Giulio Petrella tiorbe
MICHELE PASOTTI direzione alla tiorba
MARC-ANTOINE CHARPENTIER (1643-1704)
Le Reniement de Saint Pierre
LELIO COLISTA, (1629 ca.-1680)
Sinfonia per due violini e basso
MARC-ANTOINE CHARPENTIER
Stabat Mater pour des Religieuses
Noël sur les instruments
Or nous dites Marie
Vous qui désirez sans fin
À la venue de Noël
Une jeune pucelle
GIACOMO CARISSIMI (1605-1674)
Historia di Jephte
Roma, intorno alla metà del Seicento, era un fulcro di innovazione musicale, con Giacomo Carissimi come uno dei suoi massimi protagonisti. Maestro di cappella e docente al prestigioso Collegio Germanico Ungarico, Carissimi portò l’oratorio in latino a vette di ricchezza espressiva che divennero un modello in tutta Europa. Fu in questo ambiente che, negli anni ‘60, Marc-Antoine Charpentier studiò con lui, rimanendo profondamente influenzato dal suo stile. Il programma illumina questa relazione cruciale: Charpentier modellò il celebre coro finale del suo oratorio su quello di Carissimi, creando un’eco di lacrime e tragedia. Accanto ai due oratori, il concerto propone anche la sinfonia di Lelio Colista, un altro protagonista della Roma di metà secolo e precursore di Corelli, e lo “Stabat Mater” di Charpentier, un’opera sorprendente che rinuncia a ogni espressività drammatica per offrire una contemplazione del dolore quasi mantrica.
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