Presentazione
La rinascita della musica antica, circa 40-50 anni fa, è stata percepita da chi la proponeva e da chi ne fruiva come un fenomeno rivoluzionario. Non si trattava di un marginale interesse per musica del passato, ma di un vero e proprio movimento che mirava all’esecuzione storicamente informata (HIP). L’obiettivo era recuperare una verità filologica e le prassi esecutive il più possibile vicine a quelle originali, in una ricerca di un suono autentico che sfidava le consolidate interpretazioni romantiche. Per raggiungere questo scopo, i musicisti stessi vestivano i panni del ricercatore, spesso in assenza di studi precedenti. Dovevano interpretare una vastità di fonti, usando strumenti di indagine a volte inediti e non sempre supportati da studi scientifici rigorosi, dissodando territori quasi vergini. Il focus si è spostato dall’interprete alla musica e alla sua esecuzione. Tuttavia, come ogni fenomeno che si afferma, anche la musica antica, oscillando tra ricerca originale e moda, è stata progressivamente assorbita e istituzionalizzata da grandi accademie, orchestre, festival e rassegne. Il nuovo pubblico si è in parte fuso con quello classico, facendo perdere al movimento un po’ del suo originario senso di rottura.
In questo contesto, la convivenza di diversi approcci esecutivi è diventata una realtà. Tuttavia, è di fondamentale importanza che il pubblico incontri anche le esperienze di nicchia, più orientate alla ricerca e meno alla fruizione di massa. Sono proprio queste che possono ampliare lo spettro di cono scenza e la sensibilità alla varietas, la ricchezza delle sfumature, delle prassi alternative e delle interpretazioni meno convenzionali. La creatività del musicista, l’ascolto del singolo proiettano le pagine antiche nella contemporaneità, diventando un vero antidoto alla standardizzazione. Incoraggiare il pubblico ad accogliere anche queste esperienze significa promuovere un ascolto più consapevole e curioso, riconoscendo che l’autentica ricchezza della musica antica risiede nella sua pluralità.
In quest'ottica il programma 2025 presenta gemme musicali, molte delle quali dai manoscritti originali della Biblioteca Estense, testimoniando il profondo legame del Festival con il suo genius loci.
Programma
Depliant 2025Altri materiali
composto da
sostenuto da
- Comune di Modena
- Comune di Sassuolo
- Città di Vignola
- Fondazione di Modena
- Fondazione di Vignola
- Galleria Estense
- Archivio di Stato di Modena
- Museo Civico d'Arte di Modena
- Festivalfilosofia
- FSC - Fondazione Collegio S. Carlo
- Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti, Modena
- Modena Belcanto
- Accademia filarmonica di Bologna
- Musica ai Servi
- Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi-Tonelli
- Liceo Carlo Sigonio
- MEMO - Multicentro Educativo Modena Sergio Neri
- Università per la libera età Natalia Ginzburg
- Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, Fondazione Milano
- Fondazione Ugo e Olga Levi Onlus
- Conservatorio Statale di Musica Bruno Maderna, Cesena
- Conservatorio A. Pedrollo Vicenza
- Spazio & Musica
- Fondazione Arcadia
- Fondazione Teatro Comunale di Modena L. Pavarotti
- Associazione Amici dei Teatri Modenesi
- Parrocchie San Francesco e San Pietro
- Fondazione Modena Arti Visive
- Collezione Lorenzo Frignani
- FIAB Modena
- Officina Windsor Park
- Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
- Università di Bologna - Alma Mater Studiorum
- Arcidiocesi di Modena e Nonantola






















