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AMORE E PSICHE: IL RACCONTO
All’interno delle Metamorfosi di Apuleio, la favola di Amore e Psiche viene narrata da una vecchia serva a Carite, una giovane rapita dai briganti. La storia è un racconto di amore ostacolato, in cui Psiche, una fanciulla di incomparabile bellezza, suscita l’invidia della dea Venere. Venere, temendo di essere offuscata, ordina al figlio Cupido di far innamorare Psiche dell’uomo più vile della terra.
Tuttavia, Cupido si innamora lui stesso della fanciulla. Nonostante la sua bellezza, Psiche rimane sola poiché nessuno osa chiedere la sua mano. Il padre, disperato, consulta l’oracolo di Apollo, che ordina di abbandonare Psiche su una rupe affinché sposi un mostro. In realtà Cupido, con l’aiuto di Zefiro, la trasporta in un magnifico palazzo dove le fa visita solo di notte, imponendole di non guardarlo mai in volto. Psiche obbedisce fino a quando, spinta dalla curiosità e dalle insinuazioni delle sorelle invidiose, decide di vedere il volto del suo amante. Scopre così che è Amore stesso, ma, nel farlo, lo tradisce. Una goccia d’olio dalla lampada con cui lo osservava lo sveglia e Cupido, deluso, fugge via. Disperata, Psiche inizia un lungo viaggio per ritrovare il suo amato e si rivolge a Venere per ottenere il suo perdono. La dea, ancora in collera, la sottopone a quattro prove impossibili. Nella prima, Psiche deve separare un enorme mucchio di semi, compito in cui viene aiutata dalle formiche.
Nella seconda, deve raccogliere la lana d’oro di pecore pericolose, impresa in cui è assistita da una canna che le dà preziosi consigli. La terza prova richiede che porti a Venere un’anfora d’acqua dalla sorgente dello Stige, cosa che riesce a fare grazie all’aiuto dell’aquila di Giove. L’ultima prova è la più difficile: Psiche deve scendere negli Inferi e recuperare un frammento della bellezza di Proserpina in un vasetto. Nonostante le raccomandazioni di non aprirlo, Psiche cede alla curiosità, viene
avvolta da un sonno mortale e crolla priva di sensi. Cupido, pentito e ancora innamorato, interviene e, con l’aiuto di Giove, ottiene per Psiche l’immortalità. Infine, i due vengono riuniti sull’Olimpo, e dalla loro unione nasce Voluttà, simbolo della gioia e del piacere. La favola di Amore e Psiche rappresenta un percorso di crescita, in cui l’anima (Psiche) attraversa sofferenze e prove per giungere all’immortalità e alla felicità eterna, grazie alla forza dell’amore.
AMORE E PSICHE: LA MUSICA
Alla fine del XV secolo le corti italiane ospitano molti tra i più grandi compositori e cantori fiamminghi dell’epoca; gli Este a Ferrara e gli Sforza a Milano annoverano tra i propri musicisti nomi quali Alexander Agricola, Loyset Compère, Johannes Martini e Jean Japart. Dopo l’assassinio di Galeazzo Sforza nel 1476, la maggior parte dei musici della corte milanese lascia la città ed alcuni approdano alla corte degli Este a Ferrara, tra questi Jean Japart e Johannes Martini. In particolare dopo la morte di Borso d’Este, avvenuta nel 1471, la musica alla corte ferrarese conosce sotto Ercole I uno dei suoi momenti di massimo splendore: oltre ai già citati Johannes Martini e Jean Japart, per Ercole lavorano tra gli altri Josquin Desprez (autore anche della Missa Hercules dux Ferrarie) e Jacob Obrecht, quest’ultimo invitato a Ferrara espressamente dal duca, suo grande estimatore. Molti di questi nomi illustri si ritrovano nella prima stampa musicale della storia Harmonice Musices Odhecaton, una raccolta contenente novantacinque brani, in gran parte composizioni profane a tre e a quattro voci di autori fiamminghi; pubblicato nel 1501 da Ottaviano Petrucci a Venezia, negli anni immediatamente successivi questo libro avrà come seguito Canti B e Canti C. Da Odhecaton e dal suo seguito Canti C. provengono tutti i brani di questo programma, chansons a quattro voci proposte in una esecuzione per consort di flauti dolci, per atmosfere e sonorità che dovevano suonare ben familiari alle orecchie di Matteo Maria Boiardo e del duca Ercole.
VALENTINA SCUDERI. Lavora principalmente come attrice, formatrice e autrice, collaborando con diverse realtà del panorama teatrale italiano. Nasce a Genova dove si avvicina molto giovane al teatro. Si diploma presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi nel 2003. Collabora, negli anni, con diversi artisti e compagnie tra cui C. De La Calle Casanova, P. Rossi, Sanpapié, Band à Part, Kilodrammi, Puntozero Ensemble, Teatro del Buratto, Eco di fondo, La Confraternita del Chianti. Dal 2014 dà vita, con Andrea Pinna, al duo Teatro del Perché. Il progetto nasce dall’esigenza di portare il teatro tra la gente e dalla convinzione che il teatro sia un mezzo potente di aggregazione, di promozione delle culture, di stimolazione del dialogo e della riflessione. Teatro del Perché crea e mette in scena drammaturgie originali, collabora all’ideazione e alla messa in atto di progetti formativi, studia e affronta i classici cogliendone gli aspetti popolari e ludici, ricerca e sperimenta modi per avvicinare le persone alla cultura e la cultura alle persone.
L’AURELIANA CONSORT. Costituito a Milano per iniziativa di Daniele Bragetti e Seiko Tanaka, si dedica allo studio e all’esecuzione del repertorio polifonico del Rinascimento. Seiko Tanaka si è laureata in flauto dolce presso l’Università Ueno Gakuen di Tokyo e il conservatorio di Amsterdam. Svolge intensa attività concertistica ed ha all’attivo numerose incisioni discografiche per Entrée, Stradivarius, Mercury, Passacaille e Olive Music. Ha insegnato presso l’Università Ueno Gakuen di Tokyo, il Civico Liceo Musicale di Varese e la Scuola Musicale di Milano. Attualmente insegna presso lo Studio Fontegara di Tokyo. Ninon Dusollier ha studiato flauto dolce con S. Candia e D. Bragetti, laureandosi presso l’Università Cattolica del Cile e la Civica Scuola di Musica; attualmente si
dedica allo studio del fagotto barocco presso il Conservatorio di Milano sotto la guida di A. Grazzi.
Svolge da anni intensa attività concertistica in Cile e in Europa. Rita Perego si è diplomata in flauto dolce presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano sotto la guida di D. Bragetti. Ha seguito masterclass tenute da M. Form e da W. van Hauwe. Svolge da molti anni attività concertistica come membro di vari ensemble di musica antica. Daniele Bragetti si è diplomato in flauto dolce presso la Scuola Civica di Musica di Milano e il conservatorio di Amsterdam. Svolge intensa attività concertistica e ha al suo attivo numerose incisioni discografiche per Opus 111, Olive Music, Stradivarius e Passacaille. Attualmente insegna presso la Haute École de Musique di Ginevra e la Civica Scuola di Musica di Milano.


