Grandezze & Meraviglie 2024

XXVII Festival Musicale Estense

Presentazione

Claudio Monteverde a chi legge: Avendo io considerato le nostre passioni (o affezioni dell’animo) essere tre le principali cioè Ira, Temperanza e Umiltà (o supplicazione) come bene i migliori filosofi affermano (...) e come l’arte della musica lo notifica chiaramente in questi tre termini di concitato, molle e temperato, né avendo in tutte le composizioni dei passati compositori potuto ritrovare esempio del concitato genere, ma bensì del molle e temperato […però descritto da Platone…esegui quell’armonia che, come conviene, imita con forza le voci e i ritmi di chi va in battaglia], mi posi con non poco mio studio e fatica per ritrovarlo […] Diedi di piglio al divin Tasso, come poeta che esprime (con ogni proprietà e naturalezza) con la sua orazione,
quelle passioni che tende a voler descrivere […combattimento di Tancredi e Clorinda] […], seguitai a investigarlo maggiormente con maggiori studi; e ne feci diverse composizioni altre, così ecclesiastiche come da camera; e fu così grato tal genere anche ai compositori di musica, che non solamente l’hanno lodato in voce, ma anche in penna, a l’imitazione mia l’hanno in opera mostrato a molto mio gusto e onore. Le maniere di suonare devono essere di tre sorte: oratoria, armonica e ritmica...
Claudio Monteverdi, VIII Libro di Madrigali, Alessandro Vincenti, Venezia, 1638, dall’introduzione dell’Autore


Qui Monteverdi esplicita l’importanza della musica nella sua funzione di trasmissione degli stati d’animo. La “teoria degli affetti” integra testo e suono in un discorso retorico complesso e sfaccettato che rende la musica un veicolo per l’espressione degli stati d’animo, in cui la sua capacità descrittiva, in perfetta congiunzione con le parole, ne potenzia l’eloquenza e gioca un ruolo cruciale nella persuasione emotiva dell’ascoltatore. In generale, la costruzione retorica e la qualità interpretativa (strumento musicale o voce che sia), coordinati in un progetto compositivo ed esecutivo attento alla comunicazione e al coinvolgimento affettivo-emotivo, ottengono spesso il successo del fine ultimo, che è il commuovere. È questa la “seconda prattica”, termine coniato dallo stesso Monteverdi, in opposizione alla “prima prattica” codificata da Gioseffo Zarlino e sostenuta in seguito polemicamente da Giovanni Maria Artusi, che affermava la primazia della musica e del contrappunto sulle parole. Il Festival 2024 si muove su questo crinale temporale e presenta un’ampia gamma di esperienze musicali, con un programma ricco e variegato, che spazia dalla musica medievale, rinascimentale, barocca fino ai capolavori del repertorio classico. Attraverso secoli e stili musicali diversi offre una
panoramica delle meraviglie sonore del passato, nell’appassionata interpretazione con strumenti e stili esecutivi vicini al periodo. Grazie all’adozione di un approccio “storicamente informato”, i musicisti portano alla vita la musica antica con una freschezza che rende omaggio alla sua autentica essenza.

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