Il Monumento

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STORIA DEL MONUMENTO

ll monumento ai caduti sorge nel rettangolo sud di Piazza Vittorio Emanuela di Monopoli, opera

dello scultore Edoardo Simone di Brindisi,che lo eresse nel 1828, fedele alla statuaria ottocentesca

e allo stile oratorio del Bistolfi, del Sartorio o degli altri artisti di moda all'epoca.

Il monumento è l'unico in Italia ad essere innalzato non per gli eroi, ma per il dolore straziante dei parenti, rappresentato con rara efficacia sul monumento.

 

Fu eseguito in un arco di tempo piuttosto lungo, tra il 1922 e 1928, da Edgardo Simone, figura stravagante, dal 1920 con dimora fissa a New York, noto per l’abilità nel campo di bronzetti raffiguranti scende di genere a soggetto popolare.

Per trovare i fondi destinati all’erezione di un Monumento in memoria dei caduti della grande

guerra, fu necessario ricorrere appello del “comitato esecutivo del monumento ai caduti in guerra

Monopoli”. Era il 1919 e furono distribuite delle “schede” per la sottoscrizione di fondi in ogni contrada.

Inoltre, l’Inserzione sul “corriere delle Puglie”, è testimonianza di una Lotteria di Beneficienza a favore “dell’erigendo Monumento ai caduti in guerra e degli orfani e mutilati in guerra, bisognosi di Monopoli”.

L’avviso di concorso fu pubblicato nella rivista “L’artista moderno” del comitato esecutivo per il

monumento ai caduti in guerra di Monopoli. Si trattava di un concorso a premi (1922) sulla base di un elenco dei migliori scultori italiani a cui spedire copia del bando. Simone fu vincitore di un pubblico concorso bandito dal comune di monopoli nel 1922 e svoltosi secondo le rigide regole previste dalla legge.

Della giuria fecero parte, tra gli altri, 4 artisti di cui 2 eletti dai concorrenti, il pittore beneventano Nicola Civetti e l’affermato scultore barese Pasquale Duretti (Presidente) il cui nome è legato alla vasta imprese delle decorazioni scultoree del teatro Petruzzelli. Tra i 26 concorrenti locali parteciparono anche artisti locali di fama, come Antonio Bassi, Gaetano Stella e Vitantonio De Bellis. Non parteciparono al concorso due celebri scultori leccesi Antonio Bortone ed Eugenio Maccagnani.

IL MONUMENTO

Il Monumento fu inaugurato il 28 maggio 1928 in onore dei 300 caduti monopolitani della Prima Guerra mondiale.

Nel 1788 l'architetto del comune Francesco Sorino aveva presentato un progetto della piazza Vittorio Emanuele che fu respinto perché non in linea con lo stile classico dominante nella capitale borbonica.
Otto anni dopo l'architetto Antonio de Simone, che aveva bocciato il progetto del Sorino, progettò la costruzione di una piazza che fosse un punto d'incontro tra il centro antico e la città nuova. Tale progetto prevedeva un'ampia piazza di forma quadrata, circondata da un porticato, sul quale sarebbero sorti edifici destinati ad abitazione.
Il disegno non fu mai realizzato in pieno, soprattutto a causa dell'incompatibilità tra il progetto e la situazione del luogo. Nel 1877 l'architetto Sebastiano Losavio divise la piazza in due rettangoli alberati.
Oggi la piazza ha un'ampiezza pari a circa 22.000 mq ed è circondata da edifici in un più giusto rapporto dimensionale con essa. Al centro del rettangolo sud si erge il monumento ai caduti in guerra di Edoardo Simone, risalente al 1828. Questa è una delle poche sculture che esalta lo strazio dei parenti piuttosto che il valore dei soldati.

Il Monumento presenta un basamento cruciforme composto da due gradini, è sovrastato dalla figura marmorea di un Soldato. Concepito come un condottiero Romano con la testa laureata e la spada sguainata sollevata in alto in un gesto trionfale, è appoggiato lateralmente su un fascio littoreo. Nella mano sinistra l’eroe regge una piccola Vittoria alata di bronzo, resa particolarmente visibile per la diversità del materiale. Su due lati opposti, due gruppi scultorei  in  pietra e Sul  retro  del  cippo  un altorilievo in pietra. Il monumento è circondato da paletti in ferro.

Nel gruppo scultoreo di destra si mescolano motivi di tradizione classica come lo scudo del gorgone. Il fante morente accovacciato e nudo con l’elmetto nella mano è l’immagine idealizzata della virilità e della giovinezza: la guerra appare paradossalmente bella. Dieto il fante la figura di una anziana donna in una lunga veste pieghettata e le braccia tese in un gesto benedicente.

La statua del fante combattente, nella prima versione, cadde durante la sistemazione e fu sostituita, nella nuova versione dell'eroe vittorioso, dal concittadino scultore Angelo Saponara.

Il quadro familiare viene completato dalla figura di un bambino nudo, simbolo dell’innocenza. Il putto si stringe cercando protezione alla donna più anziana, in piedi, che depone l’elmo del fante caduto sulle spalle della giovane donna inginocchiata. Il busto nudo ed i lunghi capelli in avanti , come una cascata pietrificata, rappresentano un motivo scenografico di effetto. 

Iscrizioni

Iscrizione su piedistallo in direzione no: IL  POPOLO  RICONOSCENTE  /  IN  QUESTO  SIMBOLICO RICORDO  MARMOREO  /  DEI  SUOI TRECENTO EROI / ESALTA IN ETERNO IL SACRIFICIO E LA GLORIA

iscrizione su piedistallo in direzione SE:  SACRAE VIRIDES / EXUVIAE

iscrizione alla sommità del cippo in direzione NE: EDG. SIMONE / FECE

Figg. 1, 2 Monumento ai Caduti

Figg. 4 e 5, Bozzetti per il Monumento ai Caduti  

Fig. 6 Foto inaugurazione monumento

Fig. 7. gruppo “la benedizione della madre” 

Fig. 8 gruppo “la madre, vedova e l’orfano”

fig. 9 la dea Roma