La Casa del mutilato

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L'edificio della Casa del mutilato viene costruito tra il 1937 e il 1942 come nuova sede della sezione milanese di ANMIG a seguito dell'aumento degli iscritti all'Associazione e la conseguente inadeguatezza della piccola sede di via Bagutta. Fin dal 1921, Ada Negri e Carlo Delcroix, Presidente dell'Associazione nazionale fra mutilati e invalidi di guerra, promuovono la realizzazione in città di una Casa del Mutilato, privilegiando una posizione centrale per facilitare la mobilità dei mutilati e invalidi. Bisogna, tuttavia, aspettare fino al 1933, quando lo stanziamento di un contributo podestarile di 500.000 lire dà l'avvio concreto ai lavori. Dopo la costituzione di un comitato di finanziamento "per erigere una Casa del Mutilato", l'allora presidente dell’Associazione, Alessandro Gorini, chiede all’amico Luigi Lorenzo Secchi, già ingegnere avventizio al comune di Milano, di elaborare uno studio di fattibilità sull’ipotesi di sistemare Palazzo Sormani. Il settecentesco palazzo viene, infatti, ritenuto particolarmente adeguato alle esigenze dell’associazione per la sua ubicazione centrale e per l'ampiezza degli spazi; l’ipotesi però viene subito scartata. Grazie ad un parziale contributo economico del Comune ma soprattutto grazie al concreto coinvolgimento finanziario degli associati, si preferisce avviare la costruzione di un nuovo edificio. Nella primavera del 1935 viene identificata l'area su cui dovrà sorgere il nuovo edificio: un lotto di terreno nelle immediate vicinanze del palazzo di Giustizia, corrispondente agli stabili di compendio dell’ex caserma di artiglieria a cavallo del principe Eugenio di Savoia. L’idea iniziale di bandire un concorso sfuma e la podesteria decide di affidare il progetto e la direzione dei lavori al mutilato ingegner Luigi Lorenzo Secchi. Il 14 giugno 1938 prendono avvio i lavori per la costruzione dell'edificio, che si concludono il 31 dicembre 1942.