LIUTO, TIORBA E CHITARRA BAROCCA

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Al liuto è dedicata La Suite n.34 del manoscritto di Dresda di Sylvius Leopold Weiss (1686/84-1750) che, nato a Breslavia, si esibì in diverse corti europee. Fu amico di Johann Sebastian Bach e insegnò il liuto a Federico il Grande. La Suite si apre con un Preludio senza misura seguito da danze che richiamano gli stilemi bachiani. Alla chitarra barocca sono destinati i brani di Angelo del bolognese Michele Bartolotti, chitarrista e tiorbista attivo in Italia e in Francia durante il XVII secolo. Dal Secondo Libro di Chitarra è tratta la suite eseguita nel concerto, ricca di una scrittura complessa e raffinata. Di Giovanni Girolamo Kapsperger vengono eseguite importanti composizioni del primo libro e del quarto libro di intavolature. cresciuto a Venezia, si stabilì a Roma operando presso la corte papale, dove fu un rinomato virtuoso della tiorba e compositore di circa sessanta raccolte di musica sacra e profana. La fama di Alessandro Piccinini, bolognese, è legata all'invenzione dell'arciliuto, uno strumento a corde da lui rivendicato. Fu al servizio di vari mecenati, tra cui il cardinale Pietro Aldobrandini a Roma, si eseguirà una Toccata dal suo Libro primo di Intavolatura di liuto et di chitarrone, un brano virtuosistico che alterna all'arpeggio il rigoroso contrappunto. Stefan Sandru e Riccardo Mistroni sono entrambi diplomati in chitarra classica ed hanno poi sviluppato l’interesse per gli strumenti barocchi, il primo specializzandosi nel liuto e nella tiorba, il secondo nella chitarra barocca e nel liuto, partecipando a diverse produzioni musicali.

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