Cristina di Svezia

Nel 2026 ricorre il quattrocentesimo anniversario della nascita di Cristina di Svezia (Stoccolma, 18 dicembre 1626 – Roma, 19 aprile 1689), figura storica unica che ha saputo influenzare e far dialogare le culture del suo periodo storico lasciando un’impronta ancora presente nella contemporaneità.

In occasione di questa ricorrenza, Grandezze & Meraviglie vuole ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita e condividere materiale in possesso dell'associazione, con l'obiettivo di accendere la curiosità anche nel grande pubblico per questa figura che ha avuto un notevole impatto sulla cultura europea del Seicento.

Diventata regina a soli sei anni, dopo la morte in battaglia del padre Gustavo Adolfo nella guerra dei Trent'anni, Cristina assume definitivamente il potere a 18 anni nel 1644.
Ben presto si distingue per i suoi comportamenti anticonvenzionali: rifiuta tutto ciò che viene considerato femminile – dal portamento agli abiti – preferendo vestire in modo maschile, cavalca a gambe divaricate e si appassiona a studi filosofici, scientifici e linguistici. Si circonda di intellettuali e artisti (tra cui Cartesio, che muore proprio alla sua corte nel 1650), al punto che Stoccolma viene definita "l’Atene del Nord". Soprattutto, la regina rifiuta fermamente il matrimonio e la maternità, nonostante le fortissime pressioni politiche e dinastiche per assicurare un successore al regno di Svezia.
Forse anche per queste pressioni, unite a una profonda crisi religiosa e a un crescente disagio verso la rigida ortodossia luterana, nel 1654 abdica in favore del cugino Carlo Gustavo (futuro Carlo X Gustavo). Pochi mesi dopo, nel 1655, si converte segretamente al cattolicesimo – un atto clamoroso per una regina protestante – e lascia definitivamente la Svezia, rinunciando a ogni privilegio regale.
Da questo momento l'ex regina passa buona parte della vita in giro per l’Europa (Francia, Germania, Austria), fino a stabilirsi nel dicembre del 1655 a Roma. Protetta e accolta trionfalmente da papa Alessandro VII, Cristina trasforma in un vivacissimo centro culturale la sua residenza di Palazzo Riario alla Lungara, oggi Palazzo Corsini.