Nato a Triste il 17 marzo 1922, frequenta l'Istituto d'Arte ai Carmini di Venezia. Durante la seconda guerra mondiale vene arruolato nell'Esercito e nel 1943 vien deportato in diversi campi di prigionia, tra cui Misburg (Hannover), dove riesce a realizzare una serie di disegni che costituiscono una rara e preziosa testimonianza della vita dei prigionieri. Rientrato in Italia nel 1945, studia con i pittori Carlo Sbisà e Edoardo Sambo presso la scuola di nudo del Museo Revoltella e nel 1949 esordisce con una mostra personale a Trieste.
Nel 1957 partecipa alla VII Quadriennale d'Arte di Roma ed espone anche a Città del Messico. Nello stesso anno esegue un ciclo pittorico per l'ospedale pneumologico "Santorio Santorio" di Trieste, trasferito successivamente presso il Palazzo Economo della Soprintendenza. La sua prematura scomparsa determina un apparente oblio della sua produzione artistica nell'ambiente culturale triestino, essendo considerato una delle personalità artistiche più valide e originali nel panorama degli artisti triestini del secondo Novecento.
L'opera conservata presso la Quadreria CGIL di Genova è ispirata ai temi del lavoro, raffigurando il Porto di Trieste con la sua impiantistica di gru e macchinari.
Muore a Trieste il 24 novembre 1962.
