Ritratto del cardinale Casanate

seduto

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ritratto del cardinale Casanate in prima sala di letturazoom
ritratto del cardinale Casanate in prima sala di lettura
Realizzato nel
fine sec. XVII-inizio sec. XVIII

Scheda

cm 134x96
In alto a destra sotto lo stemma cardinalizio: HIERONYM. CARDIN. / CASANATE /  S.R.E. /  BIBLIOTHEC. XIX.
inv. 290046

In questo ritratto, conservato nella prima sala di lettura, la figura del Casanate, seduto su un seggiolone rivestito di damasco ed apparentemente in età più avanzata rispetto ai precedenti ritratti, è accompagnata dal suo stemma e dal riferimento alla funzione di bibliotecario della Chiesa, incarico conferitogli da Innocenzo XII nel 1693, data a partire dalla quale può essere ipotizzata l'esecuzione del dipinto.
Quest’ultimo ritratto si pone in stretta relazione con analogo dipinto conservato presso la Biblioteca Vaticana nell’ambito di una vera e propria “quadreria” dedicata ai cardinali bibliotecari (cfr. Mejia J.M., Grafinger C., Jatta B., I cardinali bibliotecari di Santa Romana Chiesa, 2006, p. 206-207). L’esemplare casanatense, la cui impostazione è pressoché uguale a quella del Vaticano, si differenzia tuttavia per il particolare del foglietto tenuto nella mano destra anziché sinistra, per la non evidenza dell’anello cardinalizio e sostanzialmente per i particolari dell’abbigliamento. Inoltre nell’iscrizione in alto a destra il cardinale è indicato come XIX bibliotecario, invece di XVIII come nel dipinto vaticano.

Fattori stilistici riconducono entrambe le opere all’ambiente romano di Giovanni Maria Morandi, ipotesi confortata dalla presenza nella collezione dei ritratti di cardinali De Rossi Effigies nomina et cognomina S.R.E. cardinalium di un’incisione di Robert van Audenaerd in calce alla quale il Morandi è indicato con il pinxit. Ad un confronto l’incisione mostra strette affinità con il ritratto casanatense. Questa incisione sostituì nella serie un precedente ritratto del Casanate realizzato da Albert Clowet su invenzione di Ferdinand Voet.
Si segnala inoltre un’incisione, utilizzata come antiporta nel primo volume del catalogo a stampa  Audiffredi, realizzata da Girolamo Frezza su invenzione di Agostino Masucci.

Abita

  • Totale prima sala con le pareti affrescate