Riccy, Giovanni Antonio

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Realizzato nel
1889

Ritratto

  • Riccy Antonio

Scheda

busto in gesso

cm 70x52x40

inv. 290099
Sul davanti: C.m A.nio RICCJ AN. 1808. Sul fianco destro: M. Benini f. 1889

Il busto dell'abate fu eseguito dallo scultore Mauro Benini che il 24 agosto 1889 accusa ricevuta di £ 130 "stabilite per l'esecuzione di detto lavoro" (cfr. Arch. Cas. 1883-1892, fald. 12/1). In biblioteca si conserva anche la maschera mortuaria in cera del Riccy (inv. 290155): piuttosto deteriorata, è contenuta in una cassetta di legno sul cui coperchio si legge: Maschera in cera /della Ch Me /di Gio Antonio Riccy.

 

Vita e opere

ico_riccyAntonio Riccy storico e antiquario nacque a Sezze nel 1760. Educato nel seminario vescovile di Albano, una volta uscito, si recò a Roma dove continuò gli studi delle lingue classiche, contemporaneamente intraprendendo quello delle antichità classiche. Scrisse una storia di Albano (Memorie storiche dell’antichissima città di Alba Longa e dell’Albano moderno)   

Fu segretario del ministro del re di Sardegna residente a Roma, al cui servizio rimase fino alla prima Repubblica Romana nel 1798. Durante l’occupazione francese si adoperò per preservare archivi storici e reperti archeologici dalla predazione degli occupanti. Dopo la restaurazione gli venne affidato l’incarico di archivista della Congregazione di Propaganda Fide, presieduta dal cardinale Stefano Borgia.

Continuò i suoi studi antiquari sul passo Cemonio, sull’emissario del lago del Fucino, sul lago di Nemi e sui bassorilievi del palazzo consolare di Palazzolo sull’antica via Flaminia, dal titolo “Osservazioni archeologiche sopra un antico mausoleo consolare incavato nel monte Albano presso il convento di Pallazola”. Mori nel 1808.

Sue opere in Casanatense

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Perché si trova in Casanatense

L'abate Riccy (Sezze 1760 - Roma 1808), erudito antiquario autore di numerose opere a carattere storico-archeologico, legò la sua eredità alla biblioteca Casanatense dotandola di un capitale ammontante a mille scudi, destinato ad essere utilizzato esclusivamente per l'acquisto di opere di belle arti (cfr. ms. Cas. 484/1-2 "Carte e scritture spettanti all'eredità Riccy"). A partire dal 1819, anno di effettiva acquisizione dell'eredità, fu così possibile ai curatori della biblioteca sviluppare maggiormente interessi già ben documentati nella stessa libreria privata del Casanate e già incrementati nel lungo periodo della prefettura Audiffredi.

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